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47. CINQUE CAZZI, UNA SERA D’INVERNO
17.01.2026 |
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"Andai avanti diversi minuti, alternando nella mia bocca ora un uccello ora l’altro, mentre con la mano mantenevo l’eccitazione di quello che non spompinavo; il corpulento intanto si godeva lo..."
Negli ultimi tempi, non saprei dire per quale ragione, avevo cominciato ad apprezzare sempre di più il cazzo in bocca. Forse c’entrava la mia componente voyeuristica: così come ammiravo i begli uccelli con tanto di grossi testicoli pendenti nei video porno, allo stesso modo provavo un crescente piacere nell’ammirare cazzi veri di fronte al mio viso, a portata delle mie labbra e della mia lingua. Sempre i porno video, poi, con bei cazzoni che sborravano in bocca o sul viso delle travestite o trans di turno, mi mettevano altrettanta voglia di farmi venire in bocca…!Arrivò così un altro tipico venerdì sera da puttanella; erano giorni che non soddisfacevo maschioni: dovevo dar sfogo alla mia libidine ed alla voglia, sempre più forte, di cazzo in bocca! Era ormai inverno, ma non troppo freddo almeno in quel periodo. Durante il pomeriggio avevo ricevuto il consueto invito da parte del “dongiovanni”, al quale naturalmente avevo detto di sì: ormai era diventato un mio amante fisso del venerdì sera, e la cosa non mi dispiaceva affatto. Lui aveva un bel cazzo, piuttosto grosso e sempre pulitissimo; anche se non gli diventava estremamente duro, era molto piacevole da succhiare e comunque riusciva a mettermelo nel culo senza problemi, addirittura facendomi all’inizio un po’ male per la notevole circonferenza!
Gli scrissi che l’avrei raggiunto al parcheggio del supermercato vicino casa sua, dove normalmente facevamo carsex. Come al solito arrivai una mezz’ora prima; mi misi en-femme ed attesi il suo arrivo. Il dongiovanni fu puntuale come d’abitudine; parcheggiò accanto alla mia vettura, io attesi che spegnesse poi scesi e salii svelta nella sua utilitaria. Soliti convenevoli, qualche battuta sulle festività appena terminate, poi abbassammo gli schienali dei sedili. Lui si slacciò i pantaloni, calandoli sulle caviglie assieme alle mutande, io mi misi in ginocchio sul sedile del passeggero, calandomi le mutandine sulle cosce per farmi palpare agevolmente culo e palline come lui amava fare.
Ammirai un istante il suo gran cazzo nella penombra rotta dai fari delle auto che passavano poco distante, poi glielo afferrai con la mano e avvicinai il viso al suo inguine. Imboccai la sua grossa cappella lucida e presi a regalargli un appassionato pompino… lo leccai, lo succhiai, baciai e succhiai le sue palle, mi sbattei delicatamente sulle guance e sulle labbra quella mazza calda mugolando di piacere… e di piacere mugolò lui, dimostrando il suo gradimento! Mi dava un piacere indescrivibile, quel cazzo nella mia bocca, e per parecchi minuti me lo lavorai ricompensata dai complimenti del dongiovanni.
Ero diventata una golosa pompinara, è vero, ma io adoravo sempre anche essere sodomizzata e lui adorava mettermelo nel culo! Quindi, una volta che il suo cazzone mi parve sufficientemente duro, mi rialzai e gli allungai un preservativo; mentre lui se lo infilava, io mi unsi a dovere l’ano col lubrificante, cercando di dilatarmelo. Mi asciugai il gel dalle dita, poi mi misi a pecorina sul sedile, viso rivolto verso dietro. Lui si portò alle mie spalle e, col mio aiuto, mi ficcò tutto l’uccello nel culo con un gran colpo di reni… aveva il cazzo più grosso verso la cappella che verso la radice e l’improvvisa penetrazione mi fece sentire dolore, per cui me lo tolsi da dentro per qualche istante… poi glielo ripresi in mano e mi feci penetrare di nuovo.
Ormai l’avevo preso, il dolore era sparito, e lui cominciò a montarmi. Ogni tanto mi allargò le chiappe con le mani, forse per guardarmi il buchino ormai slabbrato, per poi riprendere con gli affondi. Ci scambiammo come al solito complimenti del genere “…Che gran cazzo che hai…“, “…Che bel culo…”, “…Dammelo tutto…”, “…Sì, godi, come una donna…” finché, dopo diversi minuti, lui aumentò la foga con cui mi inculava. Ancora alcuni affondi con sonori battiti sulle mie chiappe, e rantolò “…Sì… sì… vengo!”. Restò abbracciato a me per alcuni secondi, poi tirò fuori il cazzo dal mio culetto e si sedette; lui si liberò del profilattico usato, io mi asciugai il gel colato lungo le cosce quindi mi tirai su le mutandine, lo salutai e tornai alla mia auto.
Naturalmente per me quello era stato “solo” il primo cazzo della serata! Senza cambiarmi, misi in moto e mi diressi verso il più vicino casello autostradale con l’intenzione di raggiungere il mio “Paradiso delle travestite”. Poco dopo l’ingresso c’era una stazione di servizio… visto che ero rimasta en-femme, mi venne la fantasia di vedere se ci fossero stati camionisti da rimorchiare. Entrai nel parcheggio dei TIR e feci due o tre giri; intravidi qualche uomo in cabina, ma nessuno sembrò interessato per cui dopo qualche istante ripartii. Appena uscita dall’autostrada mi diressi direttamente verso il mare: quella sera non avevo bisogno di fermarmi al solito paesino, essendo già completamente al femminile!
Arrivata nei pressi della zona feci qualche giro di controllo, poi entrai nel parcheggio del ristorante e fermai la vettura. Non volli perdere tempo: afferrai la mia immancabile borsetta col “necessaire”, scesi dall’auto e la chiusi, poi mi diressi verso la passerella in legno che serpeggiando tra alberi e cespugli portava alla spiaggia. Mentre superavo gli ultimi parcheggi, vidi un uomo piuttosto corpulento incamminarsi dietro di me; mi addentrai tra la vegetazione per alcuni metri, poi mi fermai e attesi gli sperati sviluppi…! Quell’uomo apparve subito dopo sul camminamento e si fermò vicino guardandomi; io allora gli girai le spalle, mi alzai il vestito dietro e mi calai le mutandine mostrandogli invitante il culo.
Lui si avvicinò a me, ma deluse le mie aspettative: invece di palparmi il culo, portò le sue flaccide mani sul mio cazzetto e prese ad accarezzarmelo, senza trascurare le mie palline… evidentemente quello era in cerca di cazzo, più che di “femminucce”!! Per fortuna, subito dopo arrivarono nei nostri pressi sulla passerella altri due uomini; entrambi, guardandomi, si slacciarono la patta e tirarono fuori l’uccello prendendo a segarselo lentamente. Obbedendo all’istinto, io mi staccai dal corpulento e mi avvicinai a loro, presi i loro cazzi uno per mano, e proseguii nel masturbarli lentamente. Non erano cazzi molto grossi, ma facevano comunque la loro degna figura!
Dopo qualche istante di manipolazione, non ressi alla voglia: mi accosciai tra quei due uomini e presi in bocca il cazzo del più vicino mentre continuavo a segare l’altro. Cominciai a succhiarlo e a leccarlo dedicandogli alcuni istanti, poi imboccai il cazzo dell’altro uomo. Andai avanti diversi minuti, alternando nella mia bocca ora un uccello ora l’altro, mentre con la mano mantenevo l’eccitazione di quello che non spompinavo; il corpulento intanto si godeva lo spettacolo! Ad un certo punto compresi, dai gemiti, che uno dei due era prossimo alla sborrata… continuai allora a succhiarglielo con più foga, finché con un rantolo di piacere mi riversò in bocca un bel po’ di sperma caldo.
Mantenni il suo cazzo in bocca qualche altro istante, poi lo lasciai e sputai sul tavolato la sua sborra. Quello se ne andò, io continuai quindi a deliziare il secondo cazzo finché anche quello mi inondò la bocca di sborra calda… stesso trattamento del primo: me lo ciucciai ancora un momento, poi lo mollai e mi liberai dello sperma sputandolo sulla passerella: mi piaceva moltissimo farmi sborrare in bocca, ma preferii non inghiottire data la poca sicurezza della pratica! Anche il secondo uomo, soddisfatto, mi salutò sommessamente e se andò verso il parcheggio.
Mi ritrovai sola col corpulento, che intanto aveva tirato fuori l’uccello per menarselo… allora decisi di spompinare anche lui! Aveva un cazzo non molto lungo, ma bello grosso di circonferenza; mi accosciai davanti a lui e glielo presi in bocca, cominciando a gustarmelo benché non troppo ispirata. Trascorsero alcuni istanti poi, con la coda dell’occhio, vidi che qualcuno era arrivato sulla passerella vicino a noi. Mi rialzai e riconobbi Laura, la “sorellina” travestita che ogni tanto incontravo in quel posto; ci scambiammo un saluto, qualche brevissima chiacchiera, poi d’impulso feci avvicinare a lei il corpulento perché proseguissero tra loro il divertimento!
Subito dopo arrivò sulla passerella un altro uomo: era il simpaticone che mi aveva montata in ginocchio sulla sabbia tempo prima, e che probabilmente mi cercava sapendo che ero “quella del venerdì sera”! Rapido scambio di saluti, poi lasciammo Laura e il corpulento sul posto, spostandoci sulla passerella di una trentina di metri verso il mare per appartarci: lui non amava gente intorno, mentre faceva sesso! Appena soli lui si appoggiò al corrimano e si slacciò i pantaloni; io divenni quasi impaziente, sapendo che aveva proprio un bel cazzo: appena lo ebbe messo a nudo mi abbassai svelta davanti a lui e glielo presi golosa in bocca. Lui tirò fuori dalla patta anche i testicoli, per la mia gioia; reggendomi con la sinistra alla sua gamba, io gli afferrai lo scroto con la destra per tenermi davanti al viso quelle belle palle. Comincia a spompinarlo con bramosia, leccandogli di tanto in tanto le palle, e prendendomi talvolta tutta l’asta in gola tra i suoi gemiti compiaciuti.
Proseguii quella pompa per parecchi minuti: volevo gustarmelo il più possibile, il suo bel cazzo. Ad un tratto lui mi chiese se fossi già stata inculata quella sera, ed io gli risposi di sì anche se da un’altra parte… perché mentire, dopotutto? Parlando di culo, entrambi ci ritrovammo a desiderare la monta… allora gli passai un profilattico, mettendomi del gel lubrificante nello sfintere, pur ancora dilatato dal cazzo del dongiovanni preso un’oretta prima. Gli girai le spalle e mi appoggiai al corrimano in legno della passerella pedonale; lui era più basso di me, perciò dovetti allargare bene le gambe per avere il culo all’altezza giusta. Mi appoggiò la cappella sul buco, ed io lo aiutai a penetrarmi… wowww, come lo sentii bene!! Ce l’aveva grosso più o meno come il dongiovanni, ma più duro e, soprattutto, più grosso verso la radice invece che in punta per cui entrava a meraviglia!!
Il mio amante occasionale cominciò a stantuffarmi vigorosamente; affondava il cazzone dentro di me, lo ritraeva, affondava ancora… a volte lo tirava tutto fuori facendomi mantenere lo sfintere aperto, per poi rimettermelo dentro di colpo… mi sussurrò più volte “Ti piace, troia?” ed io “…Certo, dai… sfondami il culo…”; una gran bella ingroppata, tutta da gustare! La monta continuò a lungo, non saprei dire quanto, ma io non mi stancai di certo!! Infine lui non riuscì più a trattenersi e, con un gran gemito di piacere, scaricò nel preservativo un bel po’ di sperma caldo. Mi tenne stretta a sé, incollato alle mie chiappe, per diversi secondi; poi si staccò e si tolse, sorridente, il preservativo usato.
Sapevo già cosa volesse di particolare a quel punto: che glielo riprendessi in bocca, per ripulirglielo dalle ultime gocce di sborra! Quella sera non fu da meno e me lo chiese come le volte precedenti. A me naturalmente non dispiacque: mi accosciai di nuovo davanti a lui e, per qualche altro minuto, gli succhiai e leccai ancora il cazzo a dovere…! Ormai soddisfatti, infine ci avviammo chiacchierando verso il parcheggio; arrivammo dove avevamo lasciato Laura e l’uomo corpulento, che erano ancora là: si smanettavano reciprocamente gli uccelli, palpeggiandosi l’un l’altra! Il mio amante proseguì verso il parcheggio dopo un breve saluto, io mi trattenni un istante con Laura… poi per non essere di troppo la salutai, e tornai anche io al parcheggio per mettermi sulla strada del ritorno.
Totale della serata cinque cazzi succhiati, di cui due con sborrata in bocca e due poi nel culo… percorsi la strada verso casa con questo consuntivo che mi girava continuamente in testa, molto ma molto soddisfatta… mi sentivo il buchino ancora umido per la presenza residua del gel, ancora aperto e pulsante per i notevoli cazzi presi… soprattutto, continuai ad avvertire con intimo piacere il gusto dello sperma in bocca: mi ripromisi di non farne più a meno, orgogliosa della mia femminilità e della mia troiaggine!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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